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DAL 5 MARZO NUOVA PROCEDURA PER PRESENTARE LE DIMISSIONI VOLONTARIE

Il 5 Marzo entra in vigore il Decreto Interministeriale del 21.01.08
DAL 5 MARZO NUOVA PROCEDURA PER PRESENTARE LE DIMISSIONI VOLONTARIE

Il modello che sarà adottato ufficialmente a partire dal 5 Marzo rappresenta una svolta importante nel mondo del lavoro; esso,  infatti, sarà valido su tutto il territorio nazionale ed avrà delle caratteristiche di non contraffazione e falsificazione, tali da rendere nulle le dimissioni presentate in altra forma.

Il Decreto contiene una regolamentazione organica del sistema che ne deriva, definendo termini e modalità tecniche di rilascio al lavoratore tramite i soggetti che la legge prevede come “intermediari”; tali soggetti sono:

• le Direzioni provinciali e regionali del lavoro,
• i Centri per l’impiego,
• i Comuni,
• le Organizzazioni sindacali e gli istituti di patronato.  

In concreto, il lavoratore che intende dimettersi volontariamente dovrà personalmente o tramite un suo delegato (Servizi per l’Impiego, Comuni, D.P.L., D.R.L., Sindacati/Patronati), registrarsi in una pagina internet del sito del Ministero del Lavoro (www.lavoro.gov.it )  e compilare on-line il modello, inviarlo telematicamente e stamparne copia per il datore di lavoro Il nuovo obbligo interessa i titolari dei seguenti rapporti di lavoro:
 
• lavoro dipendente;
• co co co a progetto e non;        
• associazione in partecipazione; 
• collaborazioni occasionali ex art. 61, comma 2, Dlgs 276/2003; 
• soci di coperative.  

Numero Verde Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale: 800.196.196

E-mail: mdv@lavoro.gov.it

Decorrenza data dimissioni e ipotesi dimissioni

Il preavviso guida le nuove dimissioni telematiche. La «data di decorrenza dimissioni» da segnalare sul modulo informatico, infatti, deve coincidere con il primo giorno da cui decorre il preavviso, non con il primo giorno di non lavoro come in precedenza indicato dal ministero del lavoro. La precisazione è contenuta nella nota protocollo n°5130 diramata il 25 Marzo dal Ministero, per fornire le nuove istruzioni alla procedura telematica di presentazione delle dimissioni. Il Ministero ribadisce che la nuova procedura si applica in tutti casi di recesso unilaterale dal rapporto di lavoro. Compresa l'ipotesi delle dimissioni per giusta causa, che in un primo momento era stata esclusa. Di conseguenza, spiega la nuova nota, non si applica a quei casi in cui la cessazione del rapporto deriva da accordi bilaterali tra datore di lavoro e lavoratore, vale a dire nelle ipotesi di risoluzione consensuale (articolo 1372 del Codice Civile), dimissioni incentivate (quando l'azienda incentiva economicamente l'abbandono del posto di lavoro) e cessione di contratto. Novità importante concerne le modalità operative per rassegnare le dimissioni. D'ora in avanti il lavoratore potrà fare tutto da sé, comodamente da casa o in ufficio, senza necessità di recarsi presso i soggetti intermediari (DPL, DRL, Centri per lImpiego o comune). Registrandosi al sito internet del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, in pratica, potrà compilare, validare e stampare il modulo da consegnare al proprio datore di lavoro. La procedura autonoma resta vietata per le ipotesi in cui la legge tutela la stabilità del posto del lavoro, ossia nel caso di dimissioni per causa di matrimonio (dal giorno della richiesta delle pubblicazioni fino a un anno dopo la celebrazione) e di dimissioni durante la maternità nel qual caso è necessario che il lavoratore si rechi presso la dpl competente per territorio. Il preavviso crea problemi. Importante precisazione è anche quella relativa alla «sezione 4 - Dimissioni» del modulo nella quale, oltre al motivo del recesso, deve essere indicata la «data di decorrenza dimissioni». A rettifica delle precedenti istruzioni, nelle quali si diceva che deve essere indicato il primo giorno di non lavoro, la circolare precisa adesso che per essa s'intende la data di decorrenza del preavviso, ove prevista dal contratto. La novità risolve i problemi dei casi di presentazione di dimissioni con preavviso che poi venga interrotto per i motivi di legge. Inoltre, obbligherà i lavoratori a rispettare tutti i termini, pure quelli di consegna del modulo stesso. Per esempio, chi vuole dimettersi e ha un mese di preavviso, volendo chiudere il rapporto il 1° maggio farà bene a consegnare il modulo delle dimissioni entro il 1° aprile (un mese prima), anche se la validità è di 15 giorni. Perché la comunicazione produce effetto solo dal momento in cui giunge nelle mani del datore di lavoro; pertanto, se consegnata il 10 aprile darà legittimità al datore di lavoro di pretendere la permanenza al lavoro fino al 9 maggio o, in caso di assenza del lavoratore, alla trattenuta della relativa indennità di mancato preavviso. La novità, infine, getta nel limbo lavoratori e imprese per le dimissioni presentate con la vecchia regola. Per esempio, il lavoratore potrebbe rivendicare il decorso di un nuovo periodo di preavviso (poco probabile perché è lui che vuole recedere). Oppure, potrebbe essere l'impresa a rivendicare lo stesso diritto e, considerandolo non effettuato, a trattenere l'indennità dalla busta paga. Situazioni che andranno risolte dinanzi a un giudice, a nulla valendo una rettifica amministrativa con circolare.

Firmato il Decreto Ministeriale che definisce la convenzione Ministero/Sindacato  

Con un Decreto sottoscritto dal Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale il 31 marzo 2008, è stata definita la forma di convenzione secondo la quale le organizzazioni sindacali dei lavoratori ed i patronati mettono a disposizione dei lavoratori e dei prestatori d’opera il modulo per la presentazione delle dimissioni volontarie.

 

 

 



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data creazione  data creazione: 04/03/2008« indietro
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