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Servizio civile universale. Informazioni

In attuazione della Legge delega 106/2016, è stata varato il D.Lgs.vo 40/2017, in vigore dal 18.04.17, di riordino del Servizio civile.

La norma regolamenta, tra l'altro, la natura e gli effetti del rapporto che si instaura tra l'operatore volontario e l'Ente, e dispone un minimo di disciplina giuridica ed economica tra le stesse parti.

Il Servizio civile universale è finalizzato, ai sensi degli artt.52, primo comma e 11 della Costituzione, alla difesa non armata e non violenta della Patria, all'educazione, alla pace tra i popoli, nonché alla promozione dei valori fondativi della Repubblica. Ha natura volontaria e l'attività si può svolgere sia in Italia che all'estero.

Organizzazione del Servizio civile

Innanzitutto, fino all'approvazione del primo Piano triennale da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Servizio civile universale si attua, in via transitoria, con le modalità previste dalla previgente normativa in materia di Servizio civile nazionale, basata sull'abrogato 77/2002 e sulla Legge 64/2001, che continua a costituire la norma di riferimento base. Dal momento di approvazione del predetto Piano triennale varranno le nuove regole.

Campo di applicazione

I settori di intervento nei quali si realizzano le finalità del Servizio civile universale sono i seguenti: 

  • assistenza; 
  • protezione civile; 
  • patrimonio ambientale e riqualificazione urbana; 
  • patrimonio storico, artistico e culturale; 
  • educazione e promozione culturale e dello sport; 
  • agricoltura in zona di montagna, agricoltura sociale e biodiversità; 
  • promozione della pace tra i popoli, della nonviolenza e della difesa non armata promozione e tutela dei diritti umani; cooperazione allo sviluppo; promozione della cultura italiana all'estero e sostegno alle comunità di italiani all'estero.

I predetti interventi sono realizzati dagli Enti di Servizio civile universale, ossia i soggetti pubblici o privati iscritti all'Albo degli enti di servizio civile universale.

L'iscrizione all'Albo presuppone il possesso di una capacità organizzativa a sua volta basata sulla presenza di un'articolazione organizzativa di almeno cento sedi di attuazione e su una dotazione di personale qualificato in possesso di idonei titoli di studio, o di esperienza biennale nelle relative funzioni.

Programmi di intervento

Tali Enti, sulla base del piano triennale del Governo, propongono i programmi di intervento articolati in più progetti.

Le attività di Servizio civile, previste dal progetto e svolte dagli operatori volontari, sono realizzate con il coinvolgimento di personale dell'Ente in possesso di idonei titoli di studio, o di qualificata esperienza nelle relative funzioni, ovvero che abbia effettuato specifici corsi di formazione.

I programmi di intervento sono presentati in base ai bandi emanati dal Governo e valutati da quest'ultimo ai fini dell'ammissione e del pagamento del relativo contributo di finanziamento.

Le Regioni sono coinvolte nelle diverse fasi, dall'approvazione del piano di intervento del governo fino alla valutazione dei programmi presentati.

Rapporto tra Enti e operatori

I giovani ammessi a svolgere il Servizio civile universale, a seguito di bandi pubblici di selezione, sono denominati operatori volontari del Servizio civile e svolgono le attività previste nell'ambito dei progetti, nel rispetto di quanto stabilito dal contratto e dalla normativa in materia di servizio civile universale, contenuta nel D.Lgs.vo 40/2017.

Vediamo di seguito i punti centrali del rapporto che si instaura tra i predetti soggetti.

Requisiti soggettivi

Sono ammessi a svolgere il Servizio civile universale, su base volontaria, senza distinzioni di sesso, i cittadini italiani, i cittadini di Paesi appartenenti all'Unione europea e gli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia che, alla data di presentazione della domanda, abbiano compiuto il 18esimo e non superato il 28esimo anno di età (sono esclusi militari e forze di polizia).

Instaurazione del rapporto

Il rapporto di Servizio civile universale si instaura con la sottoscrizione del relativo contratto tra il giovane selezionato dall'Ente accreditato sulla base di un bando pubblico, e la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Natura del rapporto

Non si tratta di rapporto di lavoro di natura subordinata o parasubordinata e l'instaurazione non comporta la sospensione e la cancellazione dall'elenco anagrafico dei Centri per l'Impiego.

Contratto

Il contratto reca la data di inizio del servizio attestata dal responsabile dell'Ente, prevede il trattamento giuridico ed economico, in conformità all'art.17, D.Lgs. 40/2017, nonché le norme di comportamento alle quali l'operatore volontario deve attenersi e le relative sanzioni; gli operatori non possono svolgere attività di lavoro subordinato o autonomo, se incompatibile con il corretto espletamento del servizio civile universale.

Durata

La durata del rapporto non può essere inferiore ad otto mesi e non superiore a dodici mesi, anche in relazione alla tipologia del programma di intervento.

Formazione

Agli operatori volontari è assicurata la formazione, di durata complessiva non inferiore a ottanta ore, articolata in formazione generale, di durata minima di trenta ore, e in formazione specifica, di durata minima di cinquanta ore.

Orario

L'orario di svolgimento del Servizio da parte dell'operatore volontario si articola in un impegno settimanale complessivo di 25 ore, ovvero di un monte ore annuo per i 12 mesi corrispondente a 1145 ore e per 8 mesi corrispondente a 765 ore.

Trattamento economico

Gli operatori hanno diritto ad assegno mensile per il servizio effettuato, incrementato da eventuali indennità in caso di servizio civile all'estero, nella misura prevista dal Documento di programmazione finanziaria emanato annualmente dal Governo.

Regime fiscale

Gli assegni sono inquadrati nei redditi derivanti dalle assunzioni di obblighi di fare, non fare o permettere, sono esenti da imposizioni tributarie.

Regime previdenziale

I predetti assegni non sono imponibili ai fini previdenziali e per coloro che sono iscritti ad una forma di previdenza obbligatoria i relativi periodi di servizio civile, se non coperti da contributi obbligatori, sono riscattabili in modo oneroso in misura corrispondente al pagamento del riscatto (art. 13 legge 1338/1962), versando appunto il relativo onere anche in 120 rate mensili senza interessi.

Infortuni

Sulla base delle indicazioni che saranno fornite dal Governo, gli Enti dovranno sottoscrivere delle polizze assicurative contro il rischio infortunistico.

Maternità

In caso di maternità gli operatori hanno diritto al congedo di maternità per la durata prevista dalla legge in base agli artt.16 e 17 del Testo Unico di maternità, con diritto, per lo stesso periodo agli assegni mensili a carico de Fondo nazionale del servizio civile ridotti di un terzo.

Crediti formativi

Le Università degli studi, ai fini del conseguimento di titoli di studio possono riconoscere, nei limiti previsti dalla normativa vigente, crediti formativi a favore degli operatori volontari che hanno svolto attività di  Servizio civile.

Agli operatori volontari è rilasciato dalla Presidenza del Consiglio dei  Ministri, al termine dello svolgimento del Servizio civile universale compiuto senza demerito, un attestato per il periodo di servizio civile universale effettuato, con l'indicazione delle relative attività.

Inoltre il periodo di Servizio civile:

  • è valutato nei concorsi pubblici come servizio svolto presso le amministrazioni pubbliche;
  • permette il rilascio da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri un attestato per il periodo di servizio civile universale effettuato, con l'indicazione delle relative attività svolte

Fonte: Servizio Coordinamento CPI e Servizi per l'Impiego

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data creazione  data creazione: 12/04/2017« indietro
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