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Sgravio giovani imprenditori agricoli. Legge di Bilancio 2018

I commi 117 e 118, Legge 205/2017, regolamentano uno sgravio per giovani imprenditori agricoli, in particolare:

  • per favorire forme di imprenditoria in agricoltura, ai coltivatori diretti e agli imprenditori agricoli professionali, con età inferiore a 40 anni (39 anni e 364 giorni) è riconosciuto, purché si tratti di nuove iscrizioni nella previdenza agricola tra il 1° Gennaio e il 31 Dicembre 2018, per un periodo massimo di trentasei mesi, l’esonero dal versamento del 100% dell’accredito contributivo presso l’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti (IVS);
  • decorsi i primi 36 mesi, è riconosciuto un ulteriore esonero: per la durata di 12 mesi nella misura del 66% più ulteriori 12 mesi nella misura del 50%;
  • i predetti esoneri non sono cumulabili con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento della normativa vigente;
  • si applica la normativa del “de minimis

Il comma 119, Legge 205/2017, prevede invece un’incentivazione legata all’affiancamento tra giovani (età compresa tra 18 e 40 anni) e coltivatori diretti e imprenditori agricoli di età superiore a 65 anni. In particolare si stabilisce:

  • accesso prioritario alle agevolazioni previste dal D.Lgs.vo 185/2001 (Incentivi all’autoimprenditorialità e all’autoimpiego), Capo III del Titolo I (Misure in favore dello sviluppo dell’imprenditorialità in agricoltura e del ricambio generazionale);
  • che il contratto di affiancamento, da allegare al piano aziendale presentato all’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (ISMEA) che può prevedere un regime di miglioramenti fondiari anche in deroga alla legislazione vigente, impegna da un lato l’imprenditore agricolo o il coltivatore diretto a trasferire al giovane affiancato le proprie competenze nell’ambito delle attività di cui all’art.2135 del Codice Civile; dall’altro il giovane imprenditore agricolo a contribuire direttamente alla gestione, anche manuale, dell’impresa, d’intesa con il titolare, e ad apportare le innovazioni tecniche e gestionali necessarie alla crescita d’impresa;
  • l’affiancamento non può avere una durata superiore ai 3 anni e comporta la ripartizione degli utili d’impresa in percentuale compresa tra il 30% e il 50% a favore del giovane;
  • il contratto può stabilire il subentro del giovane imprenditore agricolo nella gestione dell’azienda ed in ogni caso prevede le forme di compensazione del giovane imprenditore in caso di conclusione anticipata del contratto;
  • al giovane imprenditore è garantito in caso di vendita, per i sei mesi successivi alla conclusione del contratto, un diritto di prelazione con le modalità ex art. 8, Legge 590/1965;
  • nel periodo di affiancamento il giovane imprenditore è equiparato all’imprenditore agricolo professionale, ai sensi dell’art.1, D.Lgs.vo 99/2004, (è imprenditore agricolo professionale, IAP, colui il quale, in possesso di conoscenze e competenze professionali ai sensi dell’art.5 del Regolamento (CE) n°1257/1999 del Consiglio, del 17.05.99, dedichi alle attività agricole di cui all’art.2135 del Codice Civile, direttamente o in qualità di socio di società, almeno il 50% del proprio tempo di lavoro complessivo e che ricavi dalle attività medesime almeno il cinquanta per cento del proprio reddito globale da lavoro)

Fonte: Servizio Coordinamento CPI e Servizi per l'Impiego

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data creazione  data creazione: 06/02/2018« indietro
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