Irpinia Job


Portale Centri per l'Impiego della Provincia di Avellino

La nuova disciplina del contratto a tempo determinato

La Legge 96/2018, di conversione del Decreto Legge 87/2018 (Decreto Dignità), ha modificato la disciplina del contratto a tempo determinato fissata agli artt. 19 – 29, D.Lgs.vo 81/2015.

Le modifiche hanno riguardato la reintroduzione della causale, la durata massima del contratto ed il numero di proroghe, oltre ad alcune correzioni riguardanti il termine per l'impugnazione della validità del contratto.

Il ritorno della causale

La causale è stata più volte oggetto di modifica.

In origine, nel D.Lgs.vo 368/2001, era previsto l'obbligo di causale per il contratto a termine a prescindere dalla durata, ovvero l'apposizione del termine doveva essere motivata da ragioni tecniche, organizzative, produttive o sostitutive; inizialmente eliminata per i contratti di durata inferiore ai 12 mesi, la causale è del tutto sparita con il D.Lgs.vo 81/2015.

La modifica apportata dalla Legge 96/2018, di conversione del Decreto Legge 87/2018 (Decreto Dignità), reintroduce l'obbligo di causale quando il contratto a termine supera i 12 mesi, sia tramite proroghe che rinnovi.

In questo caso, la causale sarà così definita:

  1. esigenze temporanee e oggettive, estranee all'ordinaria attività;
  2. esigenze connesse a incrementi temporanei e non programmati, dell'attività ordinaria;
  3. esigenze sostitutive.

Nel primo caso, le c.d. "esigenze temporanee e oggettive" possono facilmente ricondursi nelle più note ragioni tecniche (presenza di personale altamente qualificato) e di quelle organizzative (necessità di personale a termine per avvio di una nuova linea, reparto o rilancio di un settore di impresa specifico); nel secondo caso le c.d. "esigenze connesse a incrementi temporanei" sono sostanzialmente le classiche ragioni di tipo produttivo, seppur non possano far riferimento all'attività ordinaria e quindi si debba richiamare a picchi di produzione non programmati (l'acquisizione di una nuova commessa, ad esempio).

Le "esigenze sostitutive" sono forse le più semplici, perché riguardano casi di scuola come la sostituzione del personale assente per maternità obbligatoria.

La riduzione della durata

Il contratto a termine aveva una durata massima di 36 mesi, considerati sia per sommatoria in caso di più contratti, sia come termine massimo del singolo contratto oggetto di proroga: superato tale limite, il lavoratore maturava il diritto alla conversione del rapporto di lavoro in uno a tempo indeterminato sin dalla prima stipula.

Con la Legge 96/2018, di conversione del Decreto Legge 87/2018 (Decreto Dignità), il contratto a tempo determinato vede ridursi la sua durata massima in 24 mesi di cui:

  1. i primi 12 mesi senza causale;
  2. i successivi 12 mesi con la previsione della causale.

Qualora le parti volessero comunque prolungare il rapporto a termine, altri 12 mesi sono accordabili sono in sede di Ispettorato del Lavoro, con accordo sindacale.

Il regime transitorio

la Legge 96/2018, di conversione del Decreto Legge 87/2018 (Decreto Dignità),  è entrata in vigore dal 14.07.18 e, a decorrere da quella data:

  1. la nullità del termine può essere impugnata con atto scritto entro 180 giorni dalla conclusione del rapporto di lavoro (termine che in origine era di 120 giorni) per tutti i contratti nuovi, mentre permane il vecchio termine per i contratti in scadenza al 13.07.18;
  2. le proroghe del contratto si riducono a 4 rispetto alle 5 precedenti;
  3. i nuovi contratti a termine sottoscritti dopo tale data non possono comunque avere una durata superiore a 24 mesi.

Più complesso è il regime transitorio della causale.

Nessun dubbio che i contratti in scadenza al 13.07.18 siano esenti da causale o da problemi riguardanti il numero di proroghe, che restano stabilmente le 5 previste dal D.Lgs.vo 81/2015; per i nuovi contratti sottoscritti dopo tale data si aprono una serie di scenari differenziati, destinati a semplificarsi solo dopo il 01.11.18.

Dunque, i nuovi contratti sottoscritti dopo il 14.07.18 avranno diritto unicamente a 4 proroghe ma:

  1. in caso di proroga o rinnovo entro il 11.08.18 (data di entrata in vigore della legge di conversione), dovrà essere prevista la causale se si superano i 12 mesi;
  2. in caso di proroga o rinnovo tra il 11.08.18 ed il 31.10.18, non vi è obbligo di causale in quanto la legge di conversione posticipa la vigenza della nuova disciplina al 01.11.18;
  3. in caso di rinnovo o proroga dopo il 01.11.18, oltre i 12 mesi è richiesta la causale

Fonte: CPI e Servizi per l'Impiego

Iscriviti alla Newsletter gratuita



Menu di pagina
stampa la pagina  stampa la paginatorna su torna su
data creazione  data creazione: 05/11/2018« indietro
Bookmark and Share

News

Offerte di Lavoro

Garanzia Giovani

Centri per l'Impiego

Centri per l'Impiego


vai alla pagina dei Centri »

Social Network

Servizi al Cittadino