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LAVORO NEGATO PER I DISABILI

Solo una azienda su quattro si preoccupa dell'integrazione

Lavorare e trarre soddisfrazione dal proprio lavoro. Per i disabili si tratta di due obiettivi particolarmente importanti, ma difficilmente realizzabili. Eppure c'è Legge 68/1999 che tutela i loro diritti. La normativa, oltre all'assunzione a pieno titolo in aziende pubbliche e private, prevede che l'inserimento del disabile al lavoro miri a "valorizzare le abilità residue e le potenzialità inespresse". Ma, nella pratica, le cose vanno molto diversamente. Il primo ostacolo è la confusione nel definire la condizione di disabile sia a livello italiano, che europeo. Statistiche e numeri discordi, vecchi di anni, non aggiornati.

I dati più recennti sono quelli dell'Istat del Luglio 2005, basati su rilevamenti dell'anno precedente, che dicono che in Italia i disabili sono 2,8 milioni, il 4,8% della popolazione. Però secondo il rapporto Eurostat sulla popolazione europea tra i 16 e i 64 anni, quindi in età di una possibile occupazione, in Italia le persone disabili o affette da gravi malattie a lunga durata che ne limitano le capacità lavorative, sono il 6,6% della popolazione. Oltre 4 milioni. Secondo gli esperti, comunque, i disabili non temporanei in Italia sono almeno 3 milioni. E per loro trovare lavoro è difficile, soprattutto nel Sud e nelle Isole.

Nel 2007, secondo quanto si legge nella Relazione al Parlamento sullo stato di attuazione della Legge 68/99 presentata dal Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, i disabili iscritti negli elenchi provinciali del Collocamento Obbligatorio sono 768.000. Il numero comprende anche quelli che lo fanno per percepire l'assegno di invalidità. Comunque 481.000 sono gli iscritti nel Sud e nelle Isole. Una forbice che si allarga quando si parla di avviamento a lavoro: 31.000 in tutta Italia e, di questi, solo 6.000 al Sud. La situazione non migliora una volta trovata l'occupazione e, non aiutano le nuove tecnologie e il web. Nel rapporto "Itc accessibile e disabilità", realizzato dalla School of Managment del Politecnico di Milano su un campione di 1.600 aziende, si scopre che solo un azienda su 4 si preoccupa della completa integrazione del disabile. Le altre tre aziende hanno il solo obiettivo di adempiere all'obbligo di legge.

La legge lascia ai Collocamenti Obbligatori provinciali, inseriti all'interno dei Centri per l'Impiego, il compito di redigere le graduatorie e avviare i lavoratori disabili in azienda. 

Di questi Uffici, secondo la relazione al Parlamento, quasi il 70% risulta accessibile ad un'utenza disabile, con punte virtuose nel Nord-Ovest dove solo 15 strutture su 100 presentano problemi di accessibilità. La situazione più critica resta al Sud e nelle Isole, dove la presenza di ostacoli all'accesso continua ad affliggere oltre il 60% delle strutture. Ovvero al Sud e nelle Isole le difficoltà nel trovare lavoro per i disabili cominciano, in 6 casi su 10, con l'impossibilità di accedere agli Uffici.

Fonte: Corriere della Sera   

 



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data creazione  data creazione: 04/12/2008« indietro
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