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ASpI e mini-ASpI

La Riforma del mercato del lavoro ha inteso unificare sotto un’unica disciplina istituti che, pur traendo origine dallo stesso evento, ovvero lo stato di disoccupazione, avevano discipline distinte in termini di ambito di applicazione, durata e importi.

A partire dal 01.01.13 e con riferimento agli eventi di disoccupazione determinatisi a partire da tale data, viene introdotta la nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego (ASpI), che andrà a sostituire l’indennità di mobilità, l’indennità di disoccupazione non agricola ordinaria, l’indennità di disoccupazione con requisiti ridotti e l’indennità di disoccupazione speciale nell’edilizia.

Il suo obiettivo è fornire a tutti i lavoratori dipendenti, compresi gli apprendisti e i soci lavoratori di cooperativa con un rapporto di lavoro subordinato e con esclusione dei dipendenti assunti a tempo indeterminato della Pubblica Amministrazione e dei degli operai agricoli, che abbiano perduto involontariamente l’occupazione ed abbiano due anni di assicurazione e almeno un anno di contribuzione nel biennio precedente l’inizio del periodo di disoccupazione, un’indennità mensile di disoccupazione.

L’indennità mensile sarà pari al 75%, rivalutata in base all’inflazione stabilita dall’indice Istat, nei casi in cui la retribuzione fosse uguale o inferiore a € 1.180,00. Per gli stipendi superiori è previsto un ulteriore 25% calcolato sulla differenza tra la retribuzione del lavoratore e i € 1.180,00, ma in ogni caso l’importo mensile non può essere superiore a quello mensile massimo previsto dalla Legge 427/1980.

Dopo i primi sei mesi vi sarà una riduzione del 15%, che diventerà pari al 30% dopo ulteriori sei mesi.

Per ottenere tale prestazione i lavoratori devono inviare la domanda all’I.N.P.S per via telematica entro due mesi "dalla data di spettanza del trattamento", a pena di decadenza. L’indennità verrà sospesa in caso di nuovo impiego.

Dal 01.01.13 tutti i lavoratori dipendenti espulsi dal mercato del lavoro "che possono far valere almeno tredici settimane di contribuzione negli ultimi dodici mesi", purché siano stati versati i contributi per l’assicurazione obbligatoria, avranno diritto ad una  “mini-ASpI”.

La mini-ASpI, di importo uguale a quello dell’ASpI, verrà però corrisposta per un numero di settimane pari “alla metà delle settimane di contribuzione nell’ultimo anno”.

Dal 01.01.13, oltre ad applicarsi l’attuale contribuzione dell’1,31%, verrà introdotto un aumento contributivo dell’1,31% per i rapporti di apprendistato.

Per i rapporti di lavoro non a tempo indeterminato, la Legge 92/2012 ha previsto un contributo aggiuntivo a carico del datore di lavoro nella misura dell’1,4% calcolato sulla retribuzione imponibile ai fini previdenziali. Nel limite delle ultime 6 mensilità, tale contributo addizionale è restituito al datore di lavoro, successivamente al periodo di prova, in caso di trasformazione a tempo indeterminato.

Dal 01.01.13, in tutti i casi di interruzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato o di apprendistato per causa diversa dalle dimissioni, il datore di lavoro sarà obbligato a versare una somma pari al 50% del “trattamento mensile iniziale di ASpI per ogni dodici mesi di anzianità aziendale negli ultimi tre anni”. L’anzianità include anche i periodi di lavoro con contratto diverso rispetto a quello a tempo indeterminato.

Per tutti i casi di “cessazione dalla precedente occupazione intervenuti fino al 31.12.12” si applicheranno le disposizioni in materia di indennità di disoccupazione ordinaria non agricola.

La nuova ASpI (dal 2017) potrà essere anche incassata in un'unica soluzione ai fini di avviare un'attività autonoma.

Con il Decreto sviluppo (Legge 134/2012), che modifica la Riforma, è stato previsto che entro il 31.10.14, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, unitamente alle parti sociali, compiano una ricognizione della fase transitoria del nuovo regime degli ammortizzatori sociali e delle prospettive economiche e occupazionali.

E' previsto altresì il deposito presso il lo stesso Ministero dei contratti e degli accordi collettivi di gestione di crisi aziendali, che prevedono l'utilizzo di ammortizzatori sociali.

Con le norme del Decreto sviluppo è, inoltre, possibile l'utilizzo fino al 2015 della Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS), qualora vi sia una prospettiva di continuazione delle attività e di salvaguardia dei livelli occupazionali per le aziende in amministrazione straordinaria.

Le nuove norme modificano anche la disciplina dell'indennità “una tantum" introdotta dal decreto anticrisi (Legge 2/2009) per i rapporti di tipo collaborativo.

A partire dal 2013 tale indennità viene riconosciuta, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili, ai collaboratori che in regime di mono committenza abbiano avuto nell'anno precedente un reddito non superiore a € 20.000,00.

L'indennità sarà riconosciuta agli iscritti alla Gestione separata I.N.P.S, che abbiano versato nell'anno precedente almeno 4 mensilità e in quello di riferimento almeno 1 mensilità.

L'importo dell'indennità è pari all'importo del 5% del minimale annuo di reddito previsto dalla Legge 233/90 moltiplicato per il minor numero tra le mensilità versate nell'anno in corso e in quello precedente.

Nel triennio 2013 - 2016 è previsto un regime transitorio che eleva l'importo e riduce parzialmente i requisiti di accesso alla prestazione da 4 a 3 mesi con riferimento all'anno precedente

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